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• sabato, gennaio 27th, 2007

Sesso tra i banchi di scuola. E scoppia la polemica. Tralasciando qualsiasi considerazione personale sul fatto che la vicenda possa essere stata ingigantita un po’ troppo oppure no, passo subito al dunque.
C’e’ da apprezzare la fantasia dei giovani protagonisti, senza dubbio. Un modo sicuramente unico e singolare di movimentare una tediosa giornata di scuola e, perche’ no, rendere memorabile l’assemblea di classe, qualcosa da conservare negli “annali” dell’Istituto.
Ho frequentato l’I.T.C. “Capriotti” dal 1996 al 2001 e posso dire con sicurezza di non aver mai assistito a scene “strane”. Se, poi, queste scene “strane” si siano svolte nei bagni o negli spogliatoi della palestra, non e’ affar mio, il nostro e’ un mondo *quasi* libero. Ad essere sincera, la notizia in se’ mi ha fatto sorridere. Beninteso, sorridere non pensando alla gravita’ della situazione in se’, ma facendo dei paragoni con quelle che erano le assemblee di classe appena sei anni fa o, almeno, cosa erano li’ in quella scuola.
In cinque anni le assemblee concesse alla mia classe, la sezione A del liceo linguistico (so che sembra singolare un liceo all’interno di una ragioneria, ma e’ cosi’), si contano sulle dita di una sola mano. Magari una sola no, facciamo due. Per qualche criptico motivo gli insegnanti, alla nostra richiesta di assemblee, con noi erano sempre sfuggevoli e cosi’ si finiva per appropriarsi dell’ora del professore piu’ “accondiscendente”, l’ora di matematica. C’e’ anche da dire che la scelta non e’ che fosse poi cosi’ variegata: la nostra professoressa di italiano sarebbe morta di crepacuore al pensiero di privarsi anche solo di cinque minuti di lezione, molti altri docenti non nutrivano troppa stima in simili iniziative autogestite, altri ancora avevano talmente poche ore sul calendario scolastico da non poter proprio rinunciarvi, neppure volendolo.
Insomma, senza divagare troppo (alla fine, la vera risposta del perche’ non ci concedessero un numero legale di assemblee non la so neppure io), le poche assemblee che abbiamo fatto si sono sviluppate nella nullafacenza totale, e abbiamo approfittato dell’ora di “buco” per fare due chiacchiere, affrontare quel minimo di discorsi inerenti la classe, al massimo qualcuno prendeva le ordinazioni da riportare indietro dal distributore. Tutto qui. E credo che nelle sezioni parallele alla nostra la situazione fosse la stessa, almeno le sezioni dei “piani alti”.
A quattordici anni i ragazzi non sono certo ne’ degli ingenui, ne’ delle bambole di porcellana da tenere sotto una campana di vetro, e anche quelli rimasti coinvolti in questa “scomoda” vicenda sapevano cosa stesse accadendo e si rendevano conto della gravita’ della situazione, non credo siano stupidi. Ma immagino anche lo sgomento dei genitori (pur non essendo io un genitore), che hanno mandato i figli a scuola come ogni giorno e se li sono visti ritornare con i telefonini farciti di video o, nel caso del ristretto gruppo messosi in punizione, con le facce stralunate. Stralunate, non scioccate (come ho detto, a quell’eta’ sono ormai abbastanza “grandi” da capire e rendersi conto), stralunate perche’, in effetti, la storia ha dell’incredibile.
In tutto questo, e’ simpatico e fa sorridere (pur restando io ancora abbastanza alterata dalla mancata fornitura di risposte alla mia richiesta) il fatto che su Passado, il sito del quale ho parlato nel precedente post e che ancora non si e’ deciso a rimuovermi dai suoi elenchi, appaia ancora il mio nome accanto a quello del liceo frequentato. Ora, e’ paradossale che su un sito di incontri spicchi in primo piano, di questi giorni, il nome dell’ITC “Capriotti” accanto al mio… paradossale coincidenza. :-)
Ad ogni modo, tralasciando battutine e scherzi, poteva accadere ovunque, e’ accaduto li’, non per questo la si deve additare come una scuola in denigrazione. Non lo e’ mai stata e, spero, non lo e’ neppure oggi.