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• mercoledì, febbraio 14th, 2007

In una citta’ (ormai) troppo affollata come Bologna, bisogna ingegnarsi in tante piccole cose quasi quotidianamente. Una di queste e’ senz’altro la scelta dell’orario della spesa.
Tra le varie scelte possibili, quella piu’ sensata sembrerebbe proprio dover ricadere su un giorno feriale, preferibilmente dopo pranzo. I lavoratori non ci sono, gli studenti sono a lezione/a casa a mangiare/a dormire, gli anziani in teoria stanno schiacciando il leggendario pisolino… in teoria perche’, di fatto, appena si varca la soglia di un supermercato sono tutti li’, specie se il supermercato in questione e’ un’Ipercoop (mai capito il motivo che li spinge a diffidare delle sorelle minori).
La scena che si presenta agli occhi dei nuovi arrivati e’ a dir poco epica: anziane signore con carrellino ancora vuoto, malfermi vecchietti che si aggrappano disperatamente al carrello in cerca di un appiglio, spocchiosi signori che cercano di far capire alla commessa il perche’ “questa camicia a meta’ prezzo costa comunque troppo rispetto a quello che vale”. In certi casi, riescono comunque a fare tenerezza, in altri fanno sorridere, in altri ancora fanno incavolare (come, ad esempio, quando moglie e marito procedono in parallelo sulla corsia, andando a due km/h e tappandola completamente mentre te hai fretta di andare).
Ieri mi e’ capitato di assistere appunto a una cosa del genere: avevo bisogno del dentifricio che, ovviamente, era confinato in un angolo recondito della corsia. Due signore anziane e un signore erano talmente intenti a discutere che non mi hanno sentita neanche quando ho provato a chiedere loro di lasciarmi passare. Teoricamente la cosa piu’ logica da fare sarebbe stata tornare indietro e passare oltre, ma le mie orecchie mi hanno praticamente obbligata a restare li’:
“Ue’, senti un po’, secondo te quale di queste qua dovrei comprare?”
“Mo sai che non lo so? Io una volta usavo questa, ma non era un granche’.”
“Soccia, per carita’, quella no! L’abbiam provata la scorsa settimana ed era tutto un ripescare i denti dai bicchieri!”
Ho guardato meglio: stavano decidendo quale adesivo per dentiere acquistare e la scelta si era trasformata in un problema di Stato. Alla fine il signore si e’ arreso ai consigli delle due donne e ha preso la giusta via di mezzo, dicendo: “Costa 4 euro e 50 per dieci strissioline, mo almeno speriamo che ne vale la pena!”.
Credo di essere morta dalle risate. Nemmeno quando avevo dieci anni e compravo le pastiglie per apparecchi ortodontici sono mai rimasta tanto davanti a quello scaffale.
Altra scena, che ribattezzerei “il prosciutto defunto”: una signora aveva nel carrello una confezione pre-confezionata (scusate il gioco di parole) di prosciutto crudo. Era nero. Un’altra signora, passando col marito accanto al carrello di questa, si gira verso di lui e fa: “Ma hai visto che bel prosciutto che aveva quella signora la’? Chissa’ dove lo ha preso! Era proprio bello!”.
Credo di essere morta dalle risate per la seconda volta. Loro comprano il prosciutto putrefatto e poi al Maggiore tocca correre per salvare a quella gente la vita. Mah…
Alla luce di tutto (e alla luce di molte altre scene che ho visto in passato e che non sto qui ad elencare – come quella di un signore ottantenne calvo che mi ha messa da parte e mi ha sottratto la piastra per capelli che stavo vedendo io), conviene andare a fare spesa alle due del pomeriggio, se la fauna incontrata e’ sempre cosi’ interessante.

Juana