Archive for marzo 3rd, 2007

Author: Juana
• sabato, marzo 03rd, 2007

Questa estate un mio amico, Simone, elaboro’ una teoria riguardo la smania dei bambini di tirare calci al pallone sul bagnasciuga:
“La forza che usa un bambino per tirare il calcio al pallone e’ inversamente proporzionale alla distanza che c’e’ tra te e il bambino”.
Ovviamente, lo stesso discorso vale per i bambini che attraversano il bagnasciuga nell’istante esatto in cui stai passando tu, ma ci sarebbero state delle modifiche da fare al teorema, l’estate fini’ e nessuno ci ha piu’ pensato, almeno finora.
Lo stesso teorema da realizzare per l’attraversamento dei bambini potrebbe essere applicato agli anziani sul marciapiede.
Per qualche strano fenomeno, infatti, qualunque direzione un povero malcapitato scelga, si ritrovera’ il barcollante signore sempre tra le… scatole. Ne avevo gia’ avuto il sospetto, ma ultimamente questo sospetto sta diventando certezza: se scelgo destra, il vecchietto sbandera’ a destra, chiudendomi la strada, se scelgo sinistra, il vecchietto sbandera’ a sinistra, chiudendomi lo stesso la strada. Non c’e’ via d’uscita. Ora, per quanto io possa suggerire a questi attempati signori di far sistemare la convergenza, non credo sia la soluzione migliore. E non parliamo poi dell’ipotesi in cui anziche’ uno, di anziani allineati ce ne sono tre: non si passa piu’. Il lato positivo e’ che, essendo in tre, se sanno come disporsi non ci saranno problemi di nessun tipo. Se uno pende a destra e si piazza a sinistra, l’altro pende a sinistra e si piazza a destra, combinato agli altri due resta perfettamente in equilibrio. Naturalmente, chi ci rimette e’ quello di centro, che fa da ripieno, ma almeno gli altri passanti sono liberi di svicolarli a mancina.
Dunque, riassumendo, potremmo dire che:
“qualunque direzione tu scelga per sorpassare, la velocita’ dell’anziano nel cambiare rotta sara’ direttamente proporzionale (e quadratica) alla velocita’ da te impiegata per passarlo”
o qualcosa del genere…

Juana

Author: Juana
• sabato, marzo 03rd, 2007

Ormai da tempo mi interrogo su uno strano fenomeno che avviene al supermercato e per il quale non c’e’ definizione migliore de “la cassa che scappa”, “runaway cash”, appunto.
Sei li’, diligentemente in fila alla cassa in attesa che la montagna e mezza di roba della signora davanti a te passi sul rullo e ti lasci uno spazio sufficiente a depositare la tua. Si libera uno strapuntino, inizi a svuotare il tuo carrello, e sei cosciente di doverlo anche fare in fretta. Niente distrazioni, niente esitazioni: se lasci un pezzettino nero in vista, e’ la fine. Il cliente subito dietro se lo aggiudica, e a te non resta che fare un montone unico con i pacchetti rimasti sopra quelli che hai gia’ disposto su questo fantomatico rullo corridore. Quando hai finito, poi, devi toglierti di torno. La roba del vicino inizia a piovere sulla cassa, quasi il rullo non fosse un dispositivo a ciclo continuo bensi’ qualcosa che prima o poi si esaurisce, lasciandoti senza. Insomma, il gentile cliente dietro di te inizia a lanciare i prodotti letteralmente sopra i tuoi, timoroso che il rullo non sia sufficiente e che fugga via prima che lui abbia pagato tutta la sua spesa. Cosi’, quello che nasce come un modo per “fare prima”, diventa un vero e proprio casino a tre: il cliente, la cassiera e te. La cassiera che passa la roba nel lettore, tu che la fermi dicendo che non e’ la tua, l’altro che si altera dichiarando la spartizione della spesa come “chiarissima”.
Forse dovrebbero aggiungere una nuova tipologia di casse. Voglio dire, abbiamo la cassa veloce, la cassa per i cestelli, la cassa salvatempo, la cassa XYZ-pass… mettiamo anche questa famosa runaway-cash e facciamola finita. Almeno potremo arrivare psicologicamente preparati al pagamento e non scandalizzarci se vedremo un vecchietto aggrappato al rullo con una bottiglia di Fanta stretta in mano, alle otto meno cinque di sabato sera, che si lamenta per l’ora ben sapendo che ha avuto tutta la settimana per comprare una sola bottiglia di aranciata o, per lo meno, tutto il sabato senza ridursi ad intralciare chi e’ appena uscito dal lavoro e ha bisogno della “spesa dell’ultimo minuto”.

Juana