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Author: Juana
• martedì, maggio 29th, 2007

Mentre la casa fredda lentamente sotto il gelo che da ventiquattro ore imperversa fuori, e mentre io finalmente respiro e penso all’ancor piu’ frescuccio che trovero’ a Londra, navigo in Internet alla ricerca di informazioni su quel sadico che alcuni anni fa ha inventato la figata del secolo: i messaggi intimidatori sui pannelli luminosi autostradali.
Dico, vi ricordate il terrorismo psicologico messo in atto fino a qualche mese fa sulle distese d’asfalto di superstrade e autostrade? “Cinque morti su dieci per guida in stato d’ebbrezza”, oppure “Tre morti su cinque per guida senza cinture”, oppure, ancora “Proteggi il tuo bambino con la cintura di sicurezza!” e roba del genere, che ad un calcolo matematico approfondito risultava fossero morte piu’ persone di quante i numeri annunciati potessero mai elencarne.
Peccato che nessuno avesse mai pensato di scrivere “Un morto su due per guida con una sola mano”, omettendo la frase “dopo aver letto questi cartelli”.
Adesso l’antifona e’ cambiata. Ci troviamo di fronte ad un solo messaggio, diverso, ma nel suo significato implicito ancor piu’ terrificante dei predecessori: “Autostrada X – da Gennaio 200X Y morti – Guida con prudenza!”. Cosi’ tu, soprattutto se sei un viaggiatore abituale, sarai sempre tenuto aggiornato sull’evoluzione dei decessi avvenuti su quello stesso tratto di strada che stai percorrendo, e potrai anche disegnare un grafico e fare una stima su tempistiche e chilometro esatto del trapasso, volendolo.
Ieri mi e’ capitato un viaggio repentino e non preventivato alla volta di San Benedetto del Tronto. Quasi seicento chilometri nel giro di poche ore, fortunatamente smezzati con Stefano, che ha guidato al ritorno. Apro una piccola parentesi: la sua auto ha superato il test dell’alce a 130 km/h. Non lo sapevamo, ne’ pensavamo reggesse. Certo, avrei preferito non trovarmici, ma e’ stato utile scoprirlo. Cosi’, la prossima volta che un camion si butta senza motivo contro la mia fiancata destra, sapro’ che la macchina non si muovera’ di un millimetro dalla traiettoria che le ho dato. Faro’ bene a non ripeterlo con la mia Polo, a meno di non voler carambolare per i successivi tre chilometri.
Tornando al discorso originario, ci siamo fatti un’andata/ritorno Bologna-San Benedetto in giornata. Al ritorno, entrando al casello di Grottammare abbiamo trovato ad accoglierci il solito cartello intimidatorio con la sua scritta:

“A14 Bologna-Taranto
14 morti da Gennaio 2007
Guida con prudenza!”

Dopo alcuni chilometri, di nuovo lo stesso messaggio. Ormai ci sono abituata, non mi scandalizza piu’, e ho imparato presto anch’io a conservare un taccuino nella tasca dello sportello per annotare l’incremento dei decessi.
All’altezza di Fano incontriamo una coda per incidente. Naturalmente, l’incidente era avvenuto dalla parte opposta, e la coda in direzione Nord era dovuta semplicemente ai “soliti curiosi”(TM) che, pur di vedere la roulotte antidiluviana finita sotto un camion, erano arrivati a transitarle accanto all’esorbitante velocita’ di 5 Km/h. L’auto che trainava la roulotte era intatta, esattamente come il camion, il camionista e gli occupanti della vettura. Difficile stabilire la dinamica: sembrava che il camion avesse tagliato la strada all’auto la quale, dopo aver effettuato una manovra ad “S” come quella da me fatta la mattina, doveva aver completamente perso il controllo del catorcio che stava trainando.
Riprendiamo la marcia, noi straniti dalla coda immotivata, gli altri con visi palesemente insoddisfatti davanti alla mancata scena di morte, sangue e lamiere che tutti inspiegabilmente e sadicamente si aspettano sempre di trovare sul luogo degli incidenti autostradali.
Poco prima di Ancona Nord fa capolino l’ennesimo tabellone luminoso, ma qualcosa non va. I morti all’improvviso sono diventati 15. Spontaneo il pensare “Mi sa che c’era qualcuno dentro la roulotte!”. Squallido, veramente squallido. Anche i successivi pannelli hanno proseguito col dire che i morti erano 15. Vano sperare che ci fosse stata una mancata coordinazione tra quelli di Grottammare e quelli di Ancona, sono collegati e l’aggiornamento avviene automaticamente su tutti (o, almeno, questo e’ cio’ che so io).
Alla luce di questo, la spiegazione piu’ ovvia resta quella ipotizzata al primo colpo: c’e’ qualcuno, dietro la gestione dei pannelli, che si diletta nell’aggiornamento dei morti in tempo reale. Cosi’, se per caso hai la sfortuna di dover percorrere buona parte dell’autostrada in pieno luglio durante l’esodo, puoi “divertirti” anche tu a vedere quanti sono stati stroncati a pochi chilometri da te, mentre ti auguri di non essere il prossimo ad andare ad incrementare il macabro numero.
Forse, per una volta, se al posto del bollettino funebre apparisse un classico “stronzo chi legge” verrebbe accolto come una liberazione e accompagnato da un applauso unanime.

Juana