Archive for ◊ ottobre, 2007 ◊

Author: Juana
• sabato, ottobre 20th, 2007

Mai lasciare dei file incustoditi sul computer, mai dimenticarsene. Non si sa mai cosa potrebbe spuntare fuori nel momento in cui decidi di rimettervi mano. Ho ritrovato, dopo anni dalla trasposizione in file MP3, un’intera collezione di successi dei primi Anni ’80, una collezione multiforme nella quale i Bimbo Mix della mia infanzia sono mescolati agli infiniti dischi degli innumerevoli One Shot, gentilmente prelevati a casa di questo o quel parente.
Tra i dischi dei vari Bimbo Mix e i dischi con i successi in voga piu’ o meno nella stessa epoca, c’e’ da restare a bocca aperta. Canzoni che non ascoltavo piu’ da almeno vent’anni sono sbucate fuori una dopo l’altra, portandomi a chiedermi come facessi ad ascoltare quella roba – molte canzoni vanno ben al di la’ dei motivetti per bambini – e addirittura a farmela piacere.
Procediamo con ordine. Bimbo Mix ’84 era un 45 giri consumato che suonava ogni santo pomeriggio nella sala comune della mia scuola materna. I piccoli adepti dell’asilo di via Puglia (tuttora non ha un nome: semplicemente, e’ l’asilo di via Puglia e basta) si lanciavano in pista e iniziavano ad agitare le mani come forsennati, obbedendo all’ordine impartito dai Ricchi&Poveri in “Voulez vous danser”. Io, da parte mia, me ne restavo sulla mia seggiolina a guardarli con distacco e superiorita’, preservando cosi’ la mia dignita’ per il breve tempo di due canzoni. Arrivati ad Obladi’ Oblada’, rigorosamente tarocca e cantata da tali Legends, infatti, dimenticavo la reputazione e mi univo alla massa dei piccoli indemoniati. Obladi’ Oblada’ mi piaceva, che posso farci. Oggi la tollero, che e’ diverso. Chissa’, forse l’ho ascoltata troppo a quei tempi, o forse semplicemente non mi piace ammettere di essermi unita alla mischia dei bimbi col ballo di San Vito. Quando, poi, ripenso ai salti di gioia che io e le mie amichette facevamo arrivate a John e Solfami, mi giustifico dicendo che di figuracce nella vita ne facciamo un po’ tutti.
Grazie a quest’opera di ascolto effettuata su quei file preistorici, ho scoperto ieri che la canzone che io ritenevo chiamarsi “Amici di ET” si chiama in realta’ “A.B.C.D. ET”. Una scoperta scioccante sopraggiunta dopo ventidue anni di ignoranza in merito. Se mi fossi degnata di voltare la copertina dell’LP probabilmente lo avrei scoperto molto prima, ma ricordo che mi limitavo ad inserirli nel piatto e a farli suonare, senza interrogarmi troppo sulle tracce. Le conoscevo tutte a memoria.
Choc un po’ meno invasivo e’ stato portato dal titolo “Crilu’” invece di “Occrilu’”. Non mi ha colpita piu’ di tanto perche’ me lo aspettavo: ridicolo per ridicolo, il titolo vero e’ meno assurdo di quello che avevo dato io alla canzone della Parisi. Anche se un dubbio resta. A distanza di vent’anni (ventitre’, per la precisione) ancora mi chiedo cosa abbia voluto comunicarci Heather dicendo “risciacqua l’acqua”. Il massimo che riuscivo ad immaginare, ascoltando queste due parole, era una lavatrice che girava a vuoto; oggi non mi pare calzante nemmeno questo. Ma era Heather Parisi, e poteva cantare cio’ che voleva, anche testi completamente non-sense.
Per non parlare di “Agadou”, cantata da Chipmunk impazziti, o del corvo in frac chiamato Rockfeller. Un pupazzo dall’aria inquietante, traumatico per i bambini e insulso per i genitori, animato da un mimo addirittura piu’ finto del pupazzo stesso. Pupazzo che la mia adorata zietta penso’ bene di comprarmi e la mia adorata mamma di piazzare sulla scrivania accanto al mio letto, causandomi incubi notturni che ancora ricordo. Come facevo a riassociare il pupazzo alle esibizioni mandate in onda in tv se, nell’infimo periodo che Rockfeller calco’ le scene, io avevo solo due anni? Non ho una risposta, in effetti. Oggi direi che mi avevano legata sulla sedia, davanti ad un monitor con YouTube aperto, e obbligata a guardarlo, ma all’epoca i computer a San Benedetto erano ancora un’utopia, e il massimo della tecnologia nella mia famiglia era costituito dal videoregistratore. Questo fatto, unito al fatto che il corvo Rockfeller lo ricordo molto bene, insinua in me un sospetto: che me lo abbiano in qualche modo somministrato a mo’ di medicina pescandolo in un nastro registrato.
Non so se sia stato piu’ indecoroso l’avermi sottoposta, a due anni di distanza dal passaggio della meteora Rockfeller (ricordo che andavo gia’ all’asilo), alla visione dei suoi spettacoli indecenti, o l’aver speso una cifra spropositata per inciderlo su una Vhs, un bene che in quegli anni era equiparabile come costi solo ad un doublelayer di oggi, e forse qualcosa in piu’.
Terminata la selezione dei Bimbo Mix sono quindi passata alle infinite canzoni contenute negli infiniti cd di One Shot X. Capolavori come “Sara’ perche’ ti amo” dei Ricchi&Poveri (una persecuzione, ieri!), come “Such a shame” dei Talk Talk (l’altra mattina ne ho visto per la prima volta il video. Mi piacerebbe chiedere al cantante dove ha preso quel fantastico berretto), o come “Hot hot hot” (che inevitabilmente associo a film in stile “Rimini Rimini” e surrogati) sono saltati fuori dopo anni di silenzio.
Nel mezzo di quel marasma di file ho ritrovato anche una canzone che fino a ieri adoravo, “Nothing’s gonna change my love for you”, e che da ieri adoro un po’ meno grazie a YouTube. O, per essere sinceri, adoro tuttora ma non posso fare a meno di ridere quando la ascolto. Avete mai visto il video? Medeiros deve aver dato il meglio di se’, ma temo avesse letto un po’ troppi Harmony al momento di girarlo. Al di la’ della sgrima (termine che indica il ciuffo spropositato del cantante, dialettale ma a mio avviso azzeccato), qualcuno mi spiega dove caspita lo ha trovato quel cavallo? Mistero. Se avessi visto prima quel video, forse avrei cambiato il testo di chiusura.
Di fronte a simili capolavori, la compilation sui Bee-Hive che avevo ripescato qualche mese fa diventa musica di serie B.

Juana

Author: Juana
• mercoledì, ottobre 10th, 2007

Quanto del prezzo che leggiamo sul listino e’ influenzato dalla licenza del software preinstallato? Ebbene, voglio saperlo e, se dovessi scoprire che non ne ho bisogno, avere la possibilita’ di rinunciarvi e, di rimando, non pagarlo.
Dal momento in cui i produttori non hanno prevedibilmente nessun interesse a dare questa possibilita’ agli utenti, una petizione si sta occupando di raccogliere un elenco di firme per chiedere l’intervento del Governo, esattamente com’e’ gia’ accaduto per la trasparenza sull’incidenza dei costi di ricarica dei cellulari.

Category: Societa', Web  | Leave a Comment
Author: Juana
• mercoledì, ottobre 10th, 2007

Trovare “Vita di Coppia” venduto o pubblicizzato in nuovi siti e’ sempre fonte di stupore per me, ma di vederlo in un’inserzione di eBay non me lo sarei mai aspettato :-)

* Vai al link (valido fino al 5 novembre 2007)

Juana

Category: Libri  | Leave a Comment