Archive for ◊ novembre, 2007 ◊

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• venerdì, novembre 23rd, 2007

Qualcuno sa spiegarmi perche’ cercando su Google le parole-chiave “bimbo mix 84″ il mio blog e’ il 5° risultato? Cos’ho fatto di male? :-)

Juana

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• mercoledì, novembre 21st, 2007

Stamattina, una notizia da San Benedetto. La morte di un amico di famiglia avvenuta ieri pomeriggio e finita tra le pagine del nostro quotidiano: Luigi Cosignani, 64 anni, idraulico sambenedettese. Un sambenedettese autentico, ma di quelli buoni. Un’amicizia, quella con lui, approfondita negli ultimi tre anni, grazie alla prossimita’ del suo ombrellone in spiaggia con il nostro.
Termino la telefonata, mi armo di mouse e tastiera e parto alla ricerca di informazioni sul portale locale delle stesse, ponte di contatto informativo tra la Bologna in cui vivo e la mia San Benedetto. Ne trovo. Un articolo intero dedicato all’incidente sul lavoro subito dal nostro amico.
Fiduciosa di avere almeno un trafiletto, digito l’url dell’Ansa. Niente. Altro tab, altro sito, stavolta del Tgcom: Mediaset ha degli studi ad Ascoli Piceno, e solitamente e’ tra i primi a fornire notizie locali quando interessanti. Niente neppure qui. Chiudo tutto, inutile tentare oltre. Chiudo tutto e mi altero. Non per la mancanza di una notizia su una morte uguale a centinaia di altre in tutta Italia ogni giorno, sarebbe pretenzioso; non per il fatto che si tratta di una morte sentita, sarebbe troppo personale. Mi altero perche’ seguo i siti di informazione quotidianamente, e praticamente sempre trovo, purtroppo, notizie su casi identici, su morti bianche inaccettabili. Mi altero perche’ mentre ero alla ricerca di tali articoli aggiuntivi mi sono imbattuta in almeno tre notizie di decessi simili. Decessi simili avvenuti nelle solite citta’, province o regioni usualmente trattate dai media. Mi altero perche’ quest’assenza di informazioni all’esterno del portale cittadino non e’ stata che l’ennesima tesserina di fatti taciuti che e’ andata ad aggiungersi al grattacielo di fatti taciuti sui quali mi sono gia’ indignata abbastanza in passato.
Ci sono certe regioni, certe province, certe citta’ che vengono del tutto o in buona parte ignorate dai mezzi di comunicazione. Qualcuno ha mai sentito parlare della Valle d’Aosta, della Basilicata o delle Marche altrettanto spesso dell’Emilia, della Lombardia o del Lazio? Il silenzio non e’ ovviamente dovuto al fatto che noialtri viviamo in citta’ a misura d’uomo. Quelle stesse cose che ci dicono di Roma, Napoli o Milano avvengono anche da noi, e spesso. A cosa e’ dovuto, allora? Io non lo so. Ignoranza la mia? Probabilmente.
Dicevo poco sopra che la morte passata in sordina di questo, stavolta, amico non e’ stata che l’ennesima tessera andata ad aggiungersi ad una pila molto, molto alta. Un altro esempio recente? Gli incendi dell’entroterra ascolano, incendi che ci hanno fatto respirare fumo e togliere cenere per settimane, nell’estate appena trascorsa. Incendi sparsi che si sono poi fusi in un unico, enorme rogo che ha divorato buona parte dei monti dell’Appennino, denudandoli: un infinito tappeto nero dalle montagne fino ad Ascoli Piceno citta’.
Per settimane abbiamo atteso l’arrivo di qualcuno disposto a parlarne, mentre le abitazioni prossime al cimitero venivano svuotate, mentre perfino sulla costa i bagnanti si ritrovavano a pulire via da ombrelloni e lettini frammenti di una cenere che ad Ascoli era piovuta giu’ come neve. Abbiamo atteso speranzosi, come deficienti, che qualcuno ci prestasse orecchio ma nessuno, esclusi i tg locale e regionale, ha dato importanza al fatto. I piromani, insoddisfatti, hanno cosi’ continuato. E noi abbiamo continuato a vedere mostrate sempre le stesse immagini e a vederci presentata sempre la stessa notizia di un rogo analogo in ogni telegiornale e quotidiano possibili, perfino quando questo si era ormai risolto e il nostro, al contrario, continuava a mangiare ettari di bosco.
Qualcosa, da quella vicenda, lo abbiamo pero’ imparato: la prossima volta piangeremo e ci strapperemo i capelli a nostra volta. I piagnistei funzionano sempre, pare. A quel punto forse l’occhio della telecamera prestera’ ascolto anche a noi, provinciali di serie C.
Una scolaresca che finisce in un dirupo, una studentessa che annega nella sua auto, un cadavere rinvenuto sul bagnasciuga in mezzo a centinaia di turisti, un incendio di decine di chilometri quadri o un idraulico che muore mentre sta facendo il suo lavoro: nulla di tutto questo sembra essere abbastanza forte, per una provincia di nicchia come la nostra. A meno che non si parli di sesso tra i banchi di scuola: quello si’ che e’ un argomento che desta interesse.

Esattamente come tutti gli altri abitudinari dello stabilimento da noi conosciuti, nemmeno Luigi si era salvato dai nomignoli che io, mia sorella e Stefano siamo soliti utilizzare per riconoscere a colpo d’orecchio le persone, senza perderci in nomi anonimi e facilmente dimenticabili. Begonia, Baraccola, La Raissa, La Miss, La Trombetta Strozzata, Lo Stronzo (o Paul, o Spocchiaman), sono solo alcuni dei nickname che usiamo ogni santa estate per indicare la gente che ci circonda. Pero’ lui, al contrario di queste conoscenze qui, era tra i catalogati come “buoni”. Lo chiamavamo “Signor Buombranzo” perche’ al saluto sempre uguale di Stefano, lui rispondeva “buon pranzo” nella nostra cadenza. Stamattina, quando mia madre mi ha riferito la notizia, e’ dovuta ricorrere a questo nick per farmi capire di chi si stava parlando. E a quel punto ho provato la morsa. Una di quelle morse che ti lasciano stupita, perche’ fino a mezzo istante prima non avresti mai pensato di avvertire un simile livello di dispiacere per un conoscente. Ma, come ho detto, lui era dei “buoni” e ha lasciato qualcosa, in me, nei miei, in mia sorella, e in tutti quelli che hanno interagito con lui.
Ciao, Luigi!

Juana

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• sabato, novembre 17th, 2007

Benche’ non sia che il 17 Novembre e benche’ manchi piu’ di un mese al Natale, gli esercizi commerciali sembrano a tutti i costi volerci tuffare in un’atmosfera rossa e verde che tra un mese ci avra’ gia’ stancati. Girovagando tra i mille giocattoli esposti per l’occasione, in cerca di idee per la mia mini-vicina di casa, mi sono imbattuta in un Nemo molto poco Nemo. Non e’ una copia tarocca: al Disneystore lo vendono esattamente identico.
Credo che la dicitura “L’immagine ha il solo scopo di rappresentare il prodotto” e’ stata spinta un po’ all’estremo, in questo particolare caso. No?

L’immagine ha il solo scopo di…

Juana

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• sabato, novembre 17th, 2007

La foto sottostante ritrae uno dei sei cartelli incontrati ieri sulla A14 in direzione sud. Questa immagine e’ stata scattata poco dopo Marotta, ma avevo incrociato gia’ altri tre messaggi uguali e ne ho incrociati un altro paio prima dell’uscita. Tanto per riagganciarmi al post sui cartelli stradali intimidatori di maggio…

Cartello stradale Marotta-Mondolfo