Cosa fare quando l’intelligenza diventa un optional troppo costoso per ammetterlo tra i requisiti dei nuovi assunti in determinati enti e aziende?
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L’intricata vicissitudine Telecom (Alice Adsl Business)
Durante la settimana l’adsl non cammina neppure a prenderla a calci, come ho gia’ detto. Il sabato e la domenica, invece, si ferma e basta. Inutile tentare di accedere ad un qualunque sito: la risposta da parte dei server non giunge, e tu rimani come un ebete a fissare la schermata bianca del tuo browser, ben conscio che non si colorera’ mai.
Telefonata di rito al call center 191, qualche convenevolo, qualche domanda sulla famiglia – autorizzate, visto il rapporto ormai intimo con gli operatori Telecom – e poi il reclamo. La risposta, sempre la stessa: ci sono troppe connessioni per una centrale tanto vecchia e a bassa capienza. Il suggerimento? Ma spegnere eMule, ovvio! Far notare alla gentile operatrice che qua nessun somaro e’ attivo e’ uno spreco di parole: tutti usano eMullle (con tre L, mi raccomando!) per scaricare i film e le canzoncine! In effetti il dubbio e’ lecito ed e’ venuto anche a me, perche’ solo di sabato, ovvero quando tutti sono a casa, la nostra adsl si ferma. E’ un dubbio che abbiamo, ma di certo non possiamo metterci a fare i moralizzatori con tutti i vicini di casa! La signorina del call center, pero’, si sente in dovere di consigliarci e di dirci che, se la situazione non evolvera’ in meglio, ci converra’ cambiare tipo di abbonamento e richiederne uno meno costoso. Dalle sue parole appare lampante che lei la partita iva, il recupero tasse e tutto il resto previsto in un’attivita’ non sa neppure dove stiano di casa.
Insomma, non v’e’ soluzione alla lentezza di Sardina Adsl: la centrale non regge il carico e noi, somari scaricanti o meno, possiamo protestare quanto vogliamo, la situazione non cambia. Ed e’ cosi’ che io mi ritrovo ad aspettare come una cretina che la mia poderosa connessione si decida a scaricare la home del DeMauro e forse, ma solo forse, in venti secondi mi dia il risultato cercato.
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Il taglio netto dell’Enel
Era ancora agosto quando il call center Enel ricevette una chiamata dal mio numero cliente per avere notizie sulla prima bolletta, in arrivo in piena estate con il suo carico di euro da pagare: attivazione, anticipo e primi consumi. Era gia’ stata emessa, ma potevo stare tranquilla: avrebbero messo una nota di ‘fuori sede’ e avrei potuto pagarla con comodo al mio rientro in settembre.
A settembre la bolletta ovviamente non c’era. Sicura della mia segnalazione all’Enel e del fatto che sarebbe stata riemessa, ho atteso.
Ieri mattina. Ero di fronte al mio monitor, al lavoro, quando si e’ spento con uno sbuffo e, insieme a lui, anche tutto il resto degli apparecchi accesi in casa. Il “Nooo!” disperato e gutturale e’ scattato incontrollato, udito fino a Ferrara, ma fortunatamente il ripristino automatico mi ha in seguito restituito tutto – adoro, venero e osanno Linux!
Il primo pensiero e’ andato alla lavatrice, unico elettrodomestico potente in funzione. Constatata la sua non colpevolezza, ho guardato con sospetto al nuovo televisore, che col suo standby innocente poteva, per un difetto di fabbricazione, richiedere piu’ potenza del dovuto. Ho spento tutto e riattivato la corrente elettrica. Al primo sovraccarico e’ saltata ancora, con nomi e parole signorili da parte di tutti quelli che erano in casa – tre: Stefano, mia sorella e me. Il contatore, beffardo, finalmente recitava un ammonimento: potenza max 800 watt, contattare assistenza. In un lampo, avevo focalizzato di essere insolvente e di essere stata privata dei miei soliti 2 Kw. La telefonata al centro servizi ha confermato il mio sospetto: non avevo pagato la bolletta, percio’ la potenza dell’impianto era stata piu’ che dimezzata. A richiesta di delucidazioni in merito – e spiegata la mia innocenza e la mia assoluta volonta’ di pagare quella benedetta e inesistente fattura – mi hanno accusata di abitare in un indirizzo diverso da quello da loro registrato. Inutile precisare che al momento della registrazione indirizzo e numero civico erano corretti. Insomma, la bolletta era stata rimandata indietro perche’ il postino-fox e gli impiegati-fox della Enel non avevano pensato di cercare meglio il mio numero civico. Ci hanno perfino accusati di abitare in una via inesistente.
Ora l’impianto va come dovrebbe andare: ho pagato cio’ che dovevo, il branco di volpi e’ contento.
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Alla luce di tutto questo un dubbio sorge spontaneo: le bollette di acqua e gas che fine hanno fatto? Mi ritrovero’ a puzzare come una capra e a cucinare in giardino con il barbecue solo perche’ qualche altro volpino, pensando io sia insolvente, decidera’ di tagliare le forniture?

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