L’idea di base e’ arguta.
Digitando semplicemente il nome della persona, della scuola da essa frequentata o dell’azienda in cui lavora e’ possibile ritrovarla, anche quando ne hai perse le tracce da anni. Se e’ in archivio, all’inserimento del nome da te richiesto appare una sfilza piu’ o meno lunga di Pinco Pallino, alcuni dei quali corredati dall’immagine che Pinco Pallino ha deciso di mettere a presentazione del suo account. Felice per l’esito positivo della ricerca clicchi su “Mostra amiciâ€, per verificare che sia davvero lui/lei, per esserne certo, perche’ quell’immagine di mezzo pollice per uno riesce praticamente indecifrabile ai tuoi occhi. La schermata successiva a quel click ti dice che ti aiuteranno nella tua verifica, previa registrazione.
Inizi allora la relativamente semplice procedura di inserimento dati. Nome, cognome, e-mail, scuola, universita’, azienda (questi ultimi tre facoltativi) ed e’ fatta: da questo momento in poi sei anche tu membro della comunita’ di Facebook, potrai cercare tutti gli amici che vorrai, inserirli nella tua lista contatti, vedere le loro liste contatti, essere contattato. Una girandola infinita di richieste a macchia d’olio che portera’ la tua rubrica, in principio vuota, ad ingrassare progressivamente.
L’idea di base e’ interessante, quindi. Ti registri, contatti chi vuoi, vieni contattato. Chiunque puo’ registrarsi, e’ facile. Il difficile e’ disiscriversi o, meglio, disiscriversi davvero. Perche’ una volta entrato a far parte della comunita’ Facebook vieni inconsapevolmente risucchiato al suo interno. Finisci nelle liste di dieci, venti, cento contatti diversi, ed e’ proprio a causa della tua presenza nella rubrica di queste persone che, pur disiscrivendoti dal servizio, sei e resterai comunque li’.
Disiscriversi e’ tanto facile quanto iscriversi. Basta entrare nel proprio account, accedere alle impostazioni, sezione di annullamento del servizio, ed indicare la ragione per cui si vuole la rescissione. Perfetto: da quel momento in poi sei fuori, tu e Facebook non avrete piu’ nulla a che spartire. Poi passano i giorni, e le e-mail dal portale e dagli utenti continuano ad arrivare malgrado tu non faccia piu’ parte della comunita’. Per mero scrupolo esegui una rapida ricerca in seguito alla quale scopri che, invece, tu ci sei ancora, sei ancora li’, nelle liste dei tuoi amici le quali, nonostante la tua disiscrizione, continuano a mostrare la tua foto, ad indicare i tuoi dati. Non sei piu’ presente in qualita’ di utente attivo, ma ci sei comunque sotto forma di contatto passivo.
Sono stati centinaia gli utenti che si sono trovati faccia a faccia col problema. La notizia e’ finita anche sul New York Times. La spiegazione fornita dai responsabili del servizio fa emergere un nuovo termine, che mette in dubbio il significato della parola “disiscrizioneâ€: si tratterebbe, in realta’, di una sospensione dell’account.
Credo di essere stata l’utente Facebook piu’ veloce del West: iscritta il tempo necessario a capirne i meccanismi – informazioni ottenibili soltanto dopo essersi iscritti – trovarli non collimanti con la mia idea di contact-sharing e cancellarmi. Tempo totale: dieci minuti.
Cos’e’ che non mi e’ piaciuto di Facebook, vista la mia tuttora positiva attitudine verso la sua idea di base? Non mi sono piaciute tre cose:
Io sono sicura che i miei dati siano stati davvero cancellati, vista la mia assenza nelle liste di contatto – vero motivo, a loro giudizio, che provoca il permeare dei nominativi nei database – oppure essi sono stati ugualmente conservati, magari in attesa di una riattivazione dell’account (per la serie: non si sa mai)?
Non ne sono sicura. L’unica certezza e’ che, adesso che ho ben chiari il meccanismo di funzionamento di Facebook e la sua gestione dei dati, non trovo molte differenze con quello che fece a suo tempo Passado.

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