Archive for aprile 6th, 2009

Author: Juana
• lunedì, aprile 06th, 2009


Uscire dall’ufficio alle 18, sincronizzare il BlackBerry sulle news del Guardian e ritrovarsi a leggere che nel Centro Italia stanotte e’ successo il finimondo… ho lasciato il mio Paese da ventiquattro ore e nel frattempo e’ successo l’impensabile. Gli inglesi del Guardian sono ottimisti – per non dire non aggiornati in tempo reale – e parlano di 30 deceduti e decine di dispersi. Non meno ottimisti sono i colleghi del Times Online: sullo schermo del BB appare la stessa cifra “rassicurante”, unita’ piu’, unita’ meno. Poi arrivo a casa, accendo il portatile e leggo dai canali di informazioni nostrani la cifra vera: 60. Pazzesco. In poche ore Time e Guardian si adeguano, accalorandosi in una conta in tempo infine reale: 150. Assurdo. Come i video che mostrano le immagini di una cittadina prima morta in senso simbolico – non la si poteva certo definire ridente, anche se faceva del suo meglio per esserlo – e ora anche in senso concreto: edifici a pezzi, interi quartieri spazzati via da una scossa che ha svegliato mezza Italia la scorsa notte.
Continuo a seguire l’evolversi delle ricerche. Nella speranza, come tutti, che il numero dei corpi rinvenuti si fermi ma ben conscia, purtroppo, che non sara’ cosi’. Anche da lontano, dove il riflesso dell’onda che ha svegliato anche la mia piccola citta’ marittima non arriva, sono vicina a chi e’ li’. Ci sono stati e ci saranno senz’altro molti altri sismi che coinvolgeranno migliaia di persone, uccidendone altrettanto. Curiosamente, pero’, pur causando una morsa la notizia di una strage simile a migliaia di chilometri di distanza colpisce meno di quella dataci dai media stamattina.
Non a caso, e’ un fenomeno studiato e discusso da decenni, nel mondo della comunicazione. L’intensita’ del coinvolgimento e’ direttamente proporzionale alla vicinanza geografica dell’evento. Assurdo, ridicolo, egoista. Umano.