Berlusconi e’ stato li’ ogni giorno. Ha annullato un viaggio personale in Russia: e chi se ne frega? Era li’, capo del governo, presenza morale. Dovuta, un dovere verso i cittadini. Anche se la parola “dovere” sembra sconosciuta a molti dei nostri politici. Per fortuna, stavolta e’ stato dimostrato il contrario.
Napolitano era li’. Capo dello Stato affianco al capo del governo. Insieme, vicini alle persone che continuano ad essere scosse insieme alla terra e a quello che rimane delle loro case.
Stamattina alle 11 i funerali di 209 delle 290 (al momento) vittime del sisma. Giorgio Napolitano e Silvio Berlusconi erano li’. La celebrazione, pur trattandosi di un funerale di Stato, ha un carattere prettamente cattolico. A celebrare la messa e’ l’arcivescovo aquilano. Una funzione funebre di stampo religioso con 209 bare allineate alla quale sono presenti i due massimi capi del nostro governo e non il massimo rappresentante della nostra Chiesa? Ebbene sì. Il nostro Papa non era presente fisicamente, oggi, ma ha fatto sentire la sua voce attraverso una lettera. La domanda che non si puo’ fare a meno di porsi e’: per quale motivo il Papa non era li’ oggi? Dov’era? Perche’ non era in mezzo alla gente? Agenda troppo fitta e impegni improrogabili oppure semplice eta’ avanzata e conseguente impossibilita’ di spostarsi?
Qualunque sia la risposta non mi interessa. Mi basta guardare video come questo per ricordare che non ci sono impegni, eta’ o malattie che tengano quando si ha nel cuore la volonta’ di fare il proprio dovere fino all’ultimo, misero istante. Ma, in fondo, gli esseri umani non sono tutti uguali e forse dovremmo smetterla di cercare in Benedetto XVI il nuovo Wojtyla. Di Wojtyla ce ne e’ stato uno solo. E, se fosse stato ancora vivo, sarebbe stato in mezzo a quella gente, stamattina.
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• venerdì, aprile 10th, 2009
Category: People, Societa', Varie (ed eventuali)
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