
Ho visto The Reader. Particolare, trama semplice eppure interessante. In lingua originale, perche’ permette di godersi appieno il film dall’inizio alla fine. Brava la Winslet, ma… non abbastanza da arrivare all’Oscar. Performance buona, ma uguale a molte delle precedenti. Arricchita da una generosa dose di trucco volta ad invecchiarla che ha reso piu’ profonda e credibile l’ultima parte del film.
Poi ho visto Doubt, anche questo in lingua originale. Sono rimasta estasiata. Anzi, di piu’: ho avvertito una dose cosi’ forte di ammirazione da avere male al petto. Ammirazione per Meryl Streep. Grandiosa, unica, superba. Una performance come poche se ne sono viste negli ultimi anni. E come pochissimi sanno fare, purtroppo: Judi Dench, Bob De Niro, Johnny Depp. E Meryl.
La sua interpretazione della terribile madre superiora e’ paragonabile forse alla sua Miranda Priestly de Il Diavolo veste Prada. Anche li’ aveva incantato gli spettatori riuscendo a dare ad un film light un personaggio degno dei piu’ grandi colossal.
Eppure, nonostante la sua incommensurabile bravura, Meryl Streep non ha vinto l’Oscar. Era in lista, ma alla fine la statuetta e’ andata alla Winslet. Attrice promettente che rispetto, Kate, ma che stavolta, davvero, non meritava di vincere. Non quando l’altra unica concorrente era la Streep con un film come Doubt.
Rimaneggiamenti, voti fasulli, mosse pubblicitarie, ovviamente e’ intervenuto di tutto affinche’ il risultato fosse quello che poi abbiamo visto. Tuttavia, un po’ di accortezza in piu’ non sarebbe stata sbagliata. Perfino un profano e un disinteressato di cinema percepirebbe l’abisso che c’e’ tra i due film. Come trama ma, soprattutto, come livello attorale.

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