Ci risiamo.
Un problema ad un apparecchio, una telefonata al centro assistenza bolognese, e… ecco che arriva, pronta, la richiesta di soldi. Anche se il prodotto e’ ancora coperto dalla garanzia, anche se ovunque, nei forum autorizzati come in quelli amatoriali, dicono che tale intervento non richiede nessun pagamento da parte del cliente. Perche’ i genovesi seppelliranno pure i defunti con la testa in vista per risparmiare sulla foto e i marchigiani saranno pure più sgraditi di un morto in casa, ma se c’e’ una categoria che frega entrambi, quella categoria e’ il bolognese D.O.P. Sguardo scettico, sorrisetto beffardo, braccino teso: pagare, prego. In quanto a tirchieria, bolognesi e scozzesi se la battono. Di comune accordo – anche tra molti emiliani – Bologna e’ una delle citta’ in cui il detto per far soldi venderebbe pure la mamma troppo spesso calza. In fondo, dove sono i bolognesi veri? Quelli che, fino a qualche decennio fa, sorridevano quando pagavi alla cassa e salutavano quando lasciavi il loro negozio? Quanti dei bolognesi attuali sono tali da almeno tre generazioni? Troppo pochi.
___
Quando ti ritrovi tra le mani un televisore sprovvisto delle viti proprietarie per agganciarlo al braccio a parete, la soluzione e’ una sola: contattare il centro assistenza.
Ferrara, chiuso per ristrutturazione. Alternativa: Bologna. Prima ancora di comporre il numero sai, pur senza essere un veggente, che tale operazione da tutti detta gratuita avra’ un costo. Non sai se ne avrebbe altrove, ma a Bologna sicuramente ne avra’. E’ sempre andata cosi’. Intervento in garanzia, teoricamente gratuito, con fattura da pagare. Ma, dopotutto, quanto mai vorranno costare 4 viti di supporto della Sharp?
L’addetto che risponde dal centro assistenza e’ brusco e spicciolo – anche questa, non una novita’. Le viti non le hanno, mica possono avere tutte le viti di tutti i modelli! Provi a specificare che la Sharp ha, al momento, due sole classi di televisori in circolazione e che le viti da te cercate appartengono a una delle due tipologie. Se non e’ zuppa, e’ pan bagnato, no? No. Le viti da te cercate, proprio quelle, non ci sono. Bisogna ordinarle. Ma, si sa, ordinarle ha un costo. In termini di spedizione e di tempo. Sono quattro viti minuscole, ma richiedono un impegno pari ad un esame universitario, dal tono dell’addetto. Costo: 5 euro. Sorridi. Tanto caos per 5 euro? Le ordini. Il tipo specifica subito che dovrai passare a versare l’acconto, o loro non ordineranno niente. In fondo, devono essere sicuri che tu quelle viti le andrai a prendere. Perche’, se tu non andrai a prenderle, cosa se ne faranno loro di 4 viti Sharp (di un modello tuttora in produzione)? Il fatto che tu debba fare decine di chilometri per andare a pagare l’acconto non e’ affar suo. Pagare, prego. Mostri le tue titubanze: devi versare un acconto per un importo di 5 euro? Certo che no, risponde lui. Al ritiro delle viti ti verra’ chiesto di pagare un acconto manutenzione di 20 euro. Tradotto in parole povere: le viti costano 5 euro, ma l’impegno da loro messo nell’ordine ne esige 25. I 20 euro in piu’ ti verranno scalati sul primo intervento di manutenzione che il televisore fara’. E se la tv non ne avra’ mai bisogno? E se la cambio prima di usufruire dei 20 euro? E se, nel caso in cui la mia tv finisca in assistenza, con una scusa fingerete di non saperne niente? Inutile discutere. O paghi 25 euro o le viti te le sogni.
Ringrazi e saluti. Sei rimasto con la tv sopra un tavolo per un anno, potrai anche resistere qualche altro giorno.
___
La vicenda delle viti Sharp si pone in cima alla lista di una lunga serie di incontri-scontri con venditori/centri assistenza bolognesi. Prima di essa, incontri ravvicinati con venditori d’auto, cassieri, idraulici, impiegati bancari, commessi. Ad accomunarli, pur essendo episodi diversi riguardanti merce diversa, il tono: io ti offro un servizio a questo prezzo e se tu sei un morto di fame io non posso farci niente. Le vittorie? Alterne. La volta in cui uscimmo dall’officina Audi coi freni ancora rotti la vittoria ando’ alla controparte. Per quello che, alla fine, si scopri’ essere un misero tubicino otturato, volevano cambiare l’intero impianto frenante e, gia’ che c’eravamo, anche i quattro dischi. Costo totale: oltre 3mila euro. Di fronte alle nostre facce sbalordite, l’addetto assunse un piglio saccente: il costo era quello, e se non ce lo potevamo permettere non era certo colpa sua. Se eravamo li’, voleva dire che avevamo un problema, no? Se la macchina non frenava, allora voleva dire che presentava un guasto all’impianto frenante, no? Se l’impianto frenante era guasto, allora doveva essere cambiato, no? Testuali parole. Avremmo dovuto rispondergli a tono: se noi adesso usciamo e mandiamo a quel paese te e la tua faccia da stronzo avremmo anche ragione, no? A ogni modo, la non-trattativa si concluse con un uno-a-zero per lui. Pochi giorni dopo la macchina fu sistemata altrove con molto, molto meno: 5 euro di tubicino, zero costo di manodopera. Il guasto era tutto li’.
La volta in cui, invece, uscimmo dal centro Smart, fu la controparte ad incassare la sconfitta. La domanda era stata semplice: avete Smart usate in buone condizioni senza spendere eccessivamente troppo? Qualcosa, insomma, da usare per i tratti cittadini mettendo a riposo la BMW? Fosse stata la concessionaria di qualunque altra citta’, non sarebbe stato d’obbligo specificare da che macchina si veniva e perche’ se ne voleva acquistare una piu’ piccola. A Bologna, pero’, e’ meglio mettere sempre in chiaro che non viaggi su una 126bis – con tutto il rispetto per la mitica 126bis!
“Guardi, le dico subito che per le Smart usate siamo nell’ordine dei 6/7mila euro, eh… al di sotto non abbiamo niente, non pretenda di spendere di meno.”
Col solito tono nasale e cattedratico, ovviamente.
“Mah, si figuri, pensavamo di spendere addirittura di piu’… ma se non ha niente di interessante, non le faccio perdere tempo. Arrivederci.”
L’addetto annaspo’, cercando di correggersi. Di Smart usate a diecimila euro ne avevano a tonnellate! Guardare la sua faccia mentre risalivamo davvero su una BMW fu impagabile.
Tanto per tornare ai centri assistenza, l’elenco potrebbe proseguire col maltrattamento ad opera di quello Miele, nel quale rifiutarono di sostituirmi il motore sfiaccato di un aspirapolvere da 200 euro di soli tre mesi di vita – fu risolta chiamando direttamente in Germania dove scoprirono, grazie al numero di serie, che quell’aspirapolvere risultava refurbished, rigenerato, percio’ funzionava male: qualcosa era andato storto nella sua messa a posto – con il litigio per una tastiera wireless non funzionante appena tirata fuori dalla scatola, con uno scontro con l’addetto all’imbustamento dei sacchetti esterni – una cosa fantastica tutta italiana – della Coop: pretese che un portatile decrepito venisse tirato fuori dalla sua custodia e acceso perche’ lui voleva controllare cosa ci fosse.
___
E con le viti Sharp, quindi, che si fa? Come fare se l’unico centro assistenza aperto e’ a Bologna e a Bologna vogliono 25 euro? Semplice, si aspetta la riapertura dei colleghi di Ferrara.
Li chiami di nuovo. Saranno chiusi per altre 48 ore, ma puoi sempre lasciare un messaggio in segreteria. Non hai dubbi, infatti, che loro ti richiameranno.
Sei giusto a meta’ del tuo messaggio vocale quando qualcuno risponde. Stanno risistemando i locali, e’ vero, ma le mani le hanno ancora buone per rispondere al telefono!, dicono.
Spieghi il problema. Anche loro, come i colleghi felsinei, rispondono di non avere viti adatte in magazzino, ma possono ordinarle. Saranno li’ in due giorni. “Ma come?”, esclami, “I vostri colleghi bolognesi mi hanno detto che avrebbero impiegato oltre 5 giorni ad arrivare!” Il tipo si fa una risata. Chiedi il costo dell’operazione. La risposta non ti stupisce: ma le pare che le faccio pagare quattro vitine del cavolo?
Chiudi la chiamata dicendo che farai sapere loro quando sarai in grado di raggiungerli e ordinare cosi’ le quattro, fatidiche viti. Mentre saluti, dentro di te confermi cio’ che hai detto a piu’ riprese: non cercherai mai piu’ l’aiuto di Bologna laddove puoi farne a meno. Come possono due citta’ cosi’ vicine essere cosi’ diverse?
Per puro scrupolo, decidi di contattare anche la Sharp di Modena e di Parma. I rivali dei bolognesi e gli aristocratici d’Emilia. Eppure, malgrado la loro fama tutta emiliana di persone scostanti e distaccate, i modenesi e i parmensi accolgono la tua richiesta con la stessa gentilezza dei ferraresi. Anche loro, come i ferraresi, ti danno la stessa risposta: le pare che le facciam pagare quattro vitucole?
A Bologna sono ancora in attesa di sapere quando procedere con l’ordine, ma credo che rinuncero’. Con un simile impegno richiesto per effettuarlo, non mi sognerei mai di scomodarli. Neppure per 25 euro.


Commenti recenti