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• mercoledì, giugno 02nd, 2010

Ragazzini appena diplomati prenotano le vacanze seduti ai tavolini degli stabilimenti balneari, bombardando la cornetta con l’ultimo tormentone in sottofondo. Pronti alla nottata in disco, hanno fretta. Puntualmente, hanno solo una PostePay (scarica).
Casalinghe frustrate sfogano di notte sugli operatori la rabbia accumulata di giorno tra una passata di straccio e l’altra.
Nullita’ familiari recuperano di colpo autorita’ difesi dalla barriera invisibile di un telefono oltre il quale ritengono ci sia un punchball morale pronto ad assorbire le loro aggressioni verbali.
Quarantenni cronici, che pagano l’affitto coi sussidi statali, riversano centinaia di euro nel nolo del mezzo di trasporto con cui gireranno l’America.
Ragazzine isteriche e bisognose di attenzione rubano venti minuti di chiacchiere per un acquisto che non concluderanno mai – dando magari un numero di telefono disattivo dalla notte dei tempi.

A duemila chilometri, laureati, ex professionisti e dottorandi rispondono alle loro chiamate. Raccolgono dati di viaggi che probabilmente loro non faranno mai e prendono pagamenti per somme con cui loro coprirebbero affitto, bollette, spesa e benzina.
Quando va bene, saluti civili. Quando va male, insutli e vaffanculo.
S’e’ proprio girato il mondo.

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