Sarebbe uno studio interessante, se solo il materiale fosse meno abbondante e piu’ gestibile in tempi rapidi.
Potrei stilare un elenco infinito di esempi di donne che rientrano nei canoni giusti per l’analisi che avrei in mente. E non solo io, a giudicare dalle opinioni in comune con altre persone vittime dello stesso… problema.
Sei anni sparsi di convivenza – e i resoconti esterni di gente che conosco – mi hanno aiutata a focalizzare una cosa: tanto piu’ se ne vanno in giro con tacchi a spillo, ciglia finte e tonnellate di profumo fuori casa, quanto piu’ sono animali dentro casa. Per renderla pseudo-matematica: il livello di sporcizia e’ direttamente proporzionale ai chili di cerone/smalto/bigiotteria messi addosso. Oppure: l’eleganza e la cura mostrate da tali, specifiche persone sono inversamente proporzionali al loro concetto di ‘igiene’ e ‘pulizia’.
Per chi e’ abituato a vedere queste femmine lontane dal loro contesto domestico, sembrera’ impossibile credere che siano tanto… primitive. Ma, di fatto, le azioni, i gesti, i comportamenti tenuti in casa da tali soggetti di sesso femminile molto spesso sono peggiori di quelli del peggiore essere di sesso maschile. Non ho piu’ dubbi sul fatto che, tra uomini e donne, siano i primi a vincere in quanto a pulizia – voglio dire, ce ne vuole! La percentuale di donne-animale da me conosciute supera abbondantemente quella degli uomini-animale. E, paradossalmente, sono proprio quelle che escono di casa con tre strati di cerone in faccia e vestiti da centinaia di euro addosso ad essere piu’ bestiali. Dalla gestione del bagno all’utilizzo della pattumiera, dallo sporco in cucina all’immondizia sulla moquette della camera, dalla porta d’ingresso lasciata aperta per non rompere le unghie finte alle tonnellate di capelli sparse per casa a mo’ di Pollicino dopo averli sventolati a mo’ di pubblicita’ L’Oréal Elvive: ce n’e’ di ogni tipo. E se solo non scadessi nel bestiale a mia volta facendo un elenco dettagliato, procederei volentieri.
Al di qua della mia porta so che c’e’ un ambiente (piu’ o meno) sterile. Moquette Anni ’70 lercia permettendo, ovviamente. Al di la’, l’ignoto. Potrei essere portatrice sana di aviaria, suina, peste, colera e malaria e non saperlo. Gli anticorpi acquisiscono una resistenza erculea, vivendo in simili condizioni. Certo avere delle coinquiline tanto dedite alla propria immagine quanto allergiche a spugne e spazzolone non aiuta.
Se solo si sapesse fuori, le occhiate che a quel punto riceverebbero sarebbero solo di rigetto.
Camminare a piedi scalzi, fare una doccia senza temere un fungo o poter preparare da mangiare senza scansare lo sporco degli altri non mi sono mai mancati tanto.


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