VITA DI COPPIA

(VISTA DA LEI E VISTA DA LUI)


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Lei: “Stamattina la sveglia mi ha buttata giu’ dal mio caldo letto alle sette in punto. Dobbiamo partire per una gita a duecento chilometri da qui e alzarsi presto e’ indispensabile per non fare tardi. Scendendo dal letto sono inciampata nella coperta finita tutta dalla mia parte: non ho voluto polemizzare di prima mattina, ma quel cretino avrebbe potuto anche ripiegarla, se proprio aveva caldo, non lanciarla tutta da me.”

Lui: “Stamattina la sveglia ha rotto le palle alle sette. Provo ad alzarmi ma non ci riesco, durante la notte mi ha fregato la coperta e sono rimasto congelato in questa posizione. Riesco a malapena ad allungare una mano per riprendermi la mia parte e scaldarmi un poco frattanto che lei mette in tavola la colazione. Andrei volentieri ad aiutarla ma non sento piu’ i piedi…”



Un uomo, una donna, due punti di vista opposti. In vacanza, in casa, al lavoro, a fare la spesa, le loro testimonianze saranno sempre differenti, i loro comportamenti agli antipodi e guidati dalle due diverse personalita’.
Un viaggio attraverso la vita comune e in comune di un uomo e una donna d’oggi, accompagnato da tutte le peculiarita’, i battibecchi, le divergenze e le difficolta’ che la vita di coppia comporta. Un’esplorazione dei punti di vista femminile e maschile direttamente dagli occhi dei due protagonisti.

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Stampato: 187 pagine, 6″ x 9″, B/N
ISBN: 978-1-84728-284-2
Editore: Lulu Press
Detentore dei diritti: Juana Romandini
Copyright: (C) 2006 Juana Romandini
Lingua: Italiano
Paese: Italia
Data di pubblicazione: Gennaio 2007
Pagina Lulu: http://www.lulu.com/content/459060
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    Extra:

    • Come nasce
    • I personaggi
    • Le situazioni
    • Curiosita’
    • Note
    • Ringraziamenti
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    • Come nasce…
    • Vita di Coppia nasce da un articolo umoristico apparso su un quotidiano all’inizio di marzo del 2006. O, meglio, da cio’ che ne segui’ poi. Una collega aveva bisogno di consigli per la stesura di un pezzo di base umoristica nel quale si sarebbe dovuto parlare dell’emancipazione delle donne, dei loro pregi e difetti in casa, al lavoro, in mezzo alla strada a bordo delle auto. Fornii a mia volta un punto di vista in merito. L’articolo ando’ bene. Alcuni giorni dopo fu la mia volta, chiesero a me di redigere un pezzo umoristico. Avrei dovuto affrontare in maniera piu’ approfondita i temi gia’ accennati dalla collega nel lavoro precedente, calcare la mano sulle differenze tipiche tra uomini e donne. L’ideale sarebbe stato metterle alla luce descrivendo una loro giornata-tipo. Realizzai il pezzo sfruttando i due punti di vista. Mi permise di mettere in chiara luce le diverse peculiarita’ di entrambi mediante i loro resoconti soggettivi. In quel momento non sapevo di stare creando il capitolo Un’ordinaria giornata vissuta insieme.

      Seguirono altri input per la stesura di un altro paio di pezzi. Avrebbero dovuto essere quanto piu’ simili possibile al primo, anzi, dei veri e propri sequel. Le due consegne non furono mai pubblicate: avrei dovuto andare avanti nella stesura dei capitoli, piuttosto. Perche’ ormai non si trattava piu’ di pezzi a se’ stanti: i tre articoli erano divenuti parte di un progetto.
      La stesura dell’elenco dei dettagli, dei ricordi, delle frasi udite in passato e dei fatti vissuti in prima persona ando’ avanti per giorni. Si arricchi’ di particolari inventati, di esagerazioni ai limiti del paradossale. Volevo che ogni singolo evento reale fosse talmente ingigantito da riuscire inaccettabile. Non persi mai di vista la realta’ dei due personaggi, pero’: dovevano essere assurdi, ma comunque verosimili.
      Terminata la prima stesura, incollai tutto in un file LyX e passai alla copertina.

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    • I personaggi
    • E’ piuttosto difficile incontrare nel mondo reale due persone che siano esattamente uguali ai modelli di uomo e di donna presentati nel libro. Il numero di omicidi e suicidi nel mondo sarebbe di gran lunga piu’ alto, altrimenti.
      Volutamente, i due personaggi non hanno nome, eta’, una citta’ di residenza specifica. Dovevano essere neutri, universali, avulsi da qualunque contesto geografico, sociale e culturale. La protagonista in special modo e’ un contenitore di eccentricita’ nel quale sono stipati tutti i difetti e i luoghi comuni solitamente attribuiti alle donne, anche quelli piu’ impensabili. Paranoica, isterica, pettegola ed eternamente insoddisfatta, lei e’ l’incarnazione della donna fuori dal comune per eccellenza. Lui, al contrario della sua compagna, e’ un modello d’uomo che nella realta’ e’ plausibile incontrare. Certo, alcune situazioni e alcune sue reazioni sono portate all’estremo, ma non e’ raro trovare uomini del tutto succubi delle mogli all’interno delle mura domestiche. Uomini che, varcata la porta di casa, si trasformano da leoni in agnelli.
      A ogni modo, il punto di vista di lui, per quanto passivo, remissivo, arrendevole e cedevole, e’ indispensabile al fine di capire come si sono svolti esattamente i fatti, andando oltre gli stravolgimenti e le esagerazioni con i quali il punto di vista della sua donna e’ stato generosamente inspessito. Lei e’ insopportabile e irritante, tuttavia sono proprio le sue psicosi il punto di forza della narrazione. Senza la sua visione distorta della realta’, senza la sua venerazione del pettegolezzo, senza le sue assurde manie le vicende descritte sarebbero state quanto di piu’ normale si possa leggere. Normale e noioso.

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    • Le situazioni
    • Il primo e del tutto lecito sospetto di un lettore davanti a dei personaggi del genere va all’autore: da chi ha preso spunto per la creazione di una donna cosi’ assurda? Una domanda legittima inoltrata piuttosto spesso alla mia casella di posta. Insieme all’interrogativo: esiste davvero una persona simile? La conosce?
      Le risposte sono sempre le stesse: “puo’ darsi” e “no, non la conosco, ma ce ne sono alcune che le somigliano parecchio”.
      Come gia’ spiegato nell’introduzione del libro, all’interno dello stesso personaggio sono stati racchiusi tutti i difetti, le assurdita’, le psicosi e i capricci facilmente riscontrabili in donne e ragazze comuni. Persone che spesso ho davvero incontrato e dai ricordi delle quali ho deliberatamente attinto in fase di stesura del libro.
      E’ l’unico motivo per cui lei e’ cosi’ assurda, intollerabile e irritante: rappresenta i difetti di cento persone chiusi in una soltanto.

      Come gia’ accennato, molte situazioni sono state spinte allo stremo, altre sono state solo arricchite, altre ancora sono state invece lasciate cosi’ come realmente avvennero davanti ai miei occhi. In ciascuna di esse, pero’, non e’ mai stato perso di vista il personaggio lei. Al momento della stesura delle varie vicende, dopo averle rielaborate mentalmente cosi’ come si erano svolte, ho provveduto a trasformarle e descriverle cosi’ come le avrebbe descritte il personaggio: esagerate, ingigantite, in una parola, stravolte. Perfino fare la spesa diventa, visto attraverso gli occhi di lei, un evento paradossale. I passaggi seguiti dalla protagonista nello svolgimento delle piu’ piccole mansioni quotidiane va al di la’ dell’umana comprensione e sono del tutto opposti ai passaggi seguiti dal resto delle persone comuni.

      Sono cresciuta in una realta’ nella quale le casalinghe erano una regola e un’istituzione. I tanti pregi – e i numerosi difetti – di quel loro stare in casa sono rimasti impressi nella storia della vita quotidiana cittadina. Ricordare cosa significava imbattersi in una di esse nel giorno di pulizia totale della casa – o, peggio, nel giorno dopo la sterilizzazione totale dell’appartamento – e’ stato molto istruttivo e utile nella stesura di Vita di Coppia.
      Le casalinghe non si sono estinte, ovviamente. Ce ne sono ancora, sebbene in numero inferiore. Per questo sto continuando ad accumulare materiale man mano che se ne presenta l’occasione. Non si sa mai.

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    • Curiosita’
    • Molte delle situazioni descritte traggono spunto da episodi realmente accaduti, e questo e’ ormai chiaro. In alcune di esse sono stata coinvolta in prima persona, in altre sono stata solo spettatrice, di altre ancora ne ho solo sentito parlare. Impossibile elencarle tutte, ma si puo’ sempre tentare un sunto delle piu’ peculiari.

      Il volo “alla Patrick De Gayardon”
      Fu grazie a mia sorella se nel settembre del 1996 rischiai un incontro ravvicinato con il legno del pavimento della baita in cui soggiornavamo. La scala a pioli agganciata al mio letto evidentemente si era dimostrata un intralcio insopportabile, nelle ore notturne, motivo per cui penso’ bene di toglierla e di non dire niente a chi dormiva di sopra. La mattina seguente non volai giu’ come il protagonista del libro, ma senza dubbio il restare sospesa nel vuoto alla ricerca disperata della scala fu un’esperienza elettrizzante.

      Lavandino in balcone
      Una di quelle assurdita’ purtroppo vere.
      La protagonista del libro accenna la possibilita’ di utilizzare il lavabo presente in balcone per non “sporcare” i lavandini in casa. Conosco una donna che davvero utilizza il lavandino esterno per fare tutto cio’ che, di solito, si fa in casa. Una donna dotata di forte indifferenza, senza dubbio, che non si cura di cio’ che il resto del palazzo potrebbe pensare al vederla lavarsi i capelli o le mani alla merce’ di tutti.

      Materassi gonfiabili
      Decathlon e affini si ostinano a chiamarli materassi anziche’ trappole. Disposti sull’erba di un camping o sul pavimento di una casa vuota, nulla cambia: capottano ugualmente.

      Bambole assassine
      Se si combina un soffitto foderato di prodotti Glowing-in-the-Dark con una mensola piena di peluches e altri esseri di dubbia identita’, si spiega perche’ allo spegnersi della luce gli ospiti vanno nel panico. Ragione per cui il soffitto ora e’ completamente sgombro e i prodotti dello Science Museum sono finiti in garage.

      Il crollo del peluche gigante giu’ dalla mensola
      Chi ricorda il sisma in Umbria del 1997 ricorda anche cosa accadde nelle case di chi abitava lontano: armadi in fermento, porte aperte, oggetti volati giu’ dai ripiani. Compreso un inquietante pupazzo gigante dalle estremita’ in plastica rigida, residuato Anni ’80, posizionato direttamente sopra il mio letto.

      Aspirapolvere a mezzanotte
      Purtroppo esiste. La giustificazione fornita dalla zelante pulitrice assassina non regge: lavorare fino a tardi non autorizza a tenere sveglio il resto del condominio per tutta la notte.

      La medicina chiamata Titanic
      Dovevo scegliere un film che fosse il simbolo del fanatismo cinematografico per eccellenza. La mia scelta non poteva che ricadere su Titanic. In fondo, resta uno dei film piu’ visti nella storia del cinema. Ci furono persone che spesero milioni di lire per vederlo centinaia di volte sul grande schermo. Sconvolgente e assurdo.

      Finestre spalancate per ore. Anche in inverno.
      Un’usanza piuttosto comune nel marchigiano, che sta scomparendo e che mi sono ben veduta dall’inserire nel mio Manuale per la perfetta gestione domestica.

      Sveglia all’alba
      Le abitudini stanno cambiando. Fino ad un decennio fa era piuttosto comune imbattersi in persone pronte a svegliarsi alle quattro per coprire un tragitto in macchina di tre ore. Oggi arrivano al check-in trafelati e con la valigia in sovrappeso, svegli da neanche mezz’ora. Dovendo scegliere una delle due opzioni, mi sono orientata verso la piu’ inverosimile, ovviamente.
      Personalmente, preferisco stare nel giusto mezzo: in aeroporto due ore prima con valigia dal peso inferiore a quello consentito. Con le compagnie Mickey Mouse non si sa mai. Meglio stare larghi.

      Una dieta per pulcini
      Conosco persone che lesinano sulla quantita’ di carne a tavola per risparmiare soldi che non useranno mai. Conosco persone che ordinano un solo antipasto per dieci commensali, terrorizzate all’idea di mangiare troppo. Conosco persone che piazzano nel piatto cinquanta grammi di carne, orripilate dall’idea che non venga mangiata tutta e siano costrette a buttarla, commettendo peccato.
      La soluzione per chi si trova a mangiare la bistecca invisibile e’ solo una: uscire e assaltare il primo supermercato disponibile. Se, invece, la dieta forzata e’ dovuta ad uno svuotamento non autorizzato del frigorifero da parte di coinquilini scrocconi, quella delle barrette Kinder resta la soluzione meno dispendiosa e piu’ immediata.

      La scelta dell’Autogrill
      A volte scegliersi l’area di sosta e’ necessario. Ci sono zone in cui gli Autogrill sono cosi’ piccoli da avere a malapena lo spazio per il bancone del bar – e, di rimando, poca merce commestibile. Non e’ il caso citato nel libro, pero’. Piu’ di una volta ho sentito donne intimare ai mariti di andare oltre perche’ lo stabile offendeva il loro occhio da esteta. Come se per andare in bagno ci fosse bisogno della facciata del Ritz.

      Biglietto ridotto
      Un episodio vero. Una mia conoscenza e’ stata capace di rinunciare all’ingresso in un museo perche’ andava un euro oltre le sue previsioni di spesa. Un’altra conoscenza tento’ invece di entrare in un castello presentandosi alla biglietteria con vestiti da quindicenne addosso e fingendo lo smarrimento della carta d’identita’. Non riusci’ ad entrare col ridotto e dovette pagare il biglietto intero.

      Piadine gommose
      Chi, nel terrore dell’ignoto, non ha infilato in macchina almeno una volta il cestino della merenda?
      Non esiste soluzione allo sfacelo di cio’ che e’ stato preparato. Cuki, Domopak e derivati si arrendono: che sia un tramezzino, una pizza o una piadina, fanno tutti la medesima fine, diventando gommosi. I dentisti ringraziano commossi.

      Turpiloqui sulla giostra
      Provate a salire su Ikarus insieme ad una classe di ragazzine isteriche. Provate a fare commenti sulla stabilita’ di quella struttura arruginita, che cigola e che sembra stia per cedere. Sentirete che risultati.

      Sequoia assassina
      Mai piu’. Ogni ulteriore commento e’ superfluo.

      Skilift bloccato
      Successe davvero. La corda si blocco’ di colpo, il bimbetto di fronte a me scivolo’ indietro e mi venne addosso. Salimmo insieme. Il fratello fu meno fortunato: fini’ addosso ad un signore il quale, sbilanciatosi, gli rovino’ sopra. Sopravvisse, anche se con un chilo di neve nei polmoni.

      Morto non morto
      A volte per sfatare strane voci occorre spedire a tutti i vicini di casa un sms chiarificatore. Doloroso per il portafogli, ma necessario. A nessuno piacerebbe essere spacciato per morto mentre e’ soltanto andato in ospedale a fare dei controlli, infatti. Una strana mania del macabro che affligge tanto di condomini del Nord quanto quelli del Sud, sembra.

      Auto nuova
      Il fatto che in casa mia siano transitate una Golf e una BMW e’ del tutto casuale. Una coincidenza stramba, visto che al momento della stesura del libro esisteva solo la Golf. Nessuna delle due con interni maculati o volante di pelo. Siamo in Italia, in fondo, non a Manchester.

      Cellulare a picco nell’acqua di mare
      I cellulari erano ancora uno strumento ignoto e costoso, eppure questo non fermo’ l’allegro sposino dal portarlo con se’ nella tasca dello smoking al momento di scattare delle foto in mezzo all’acqua. La mia paghetta sarebbe bastata a malapena a pagare il costo di un solo tasto di quell’apparecchio, eppure lui rideva.

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    • Note
    • Non e’ facile lavorare ad un libro umoristico mentre si e’ nel bel mezzo della stesura di un thriller. Vita di Coppia non era stato previsto. Dovevo scrivere un articolo e lo scrissi. Quando l’articolo divenne il primo tassello di un’opera piu’ ampia, mi resi conto che avrei dovuto trovare il modo di essere un jolly la mattina e un killer la sera. Fortunatamente sono riuscita a non mescolare le due storie. Non sarebbe stato ottimale vedere una lei intenta a litigare col maggiordomo perche’ le impediva di pulire via dal vetro del Mercedes il sangue del ragazzo investito. Potrebbe essere un’idea, pero’.

      Vita di Coppia risente della scarsita’ di tempo e attenzione da me prestata al progetto. Errori, inconguenze, refusi. Tutto cio’ che sfuggi’ alla mia prima e unica revisione e’ ancora li’. Li sistemero’, un giorno. Lulu permettendo, ovviamente. In proposito, mi scuso per la pessima qualita’ delle copie attualmente prodotte e distribuite. Un tempo la carta era il doppio piu’ spessa, l’inchiostro piu’ definito, la copertina piu’ pesante e lucida e i colori piu’ accesi. Purtroppo si tratta di una scelta inaspettata, della quale non ero a conoscenza e che non e’ dipesa in alcun modo da me.

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    • Ringraziamenti
    • Il primo e piu’ doveroso ringraziamento va a chi mi suggeri’ di tentare l’esperimento Vita di Coppia. Non e’ facile cavare da un singolo articolo un intero libro, per quanto sottile, e renderlo uniforme e coerente. Occorre una mente acuta – e un’enorme dose di fiducia – per vedere in una neolaureata senza esperienza una potenziale scrittrice.
      La speranza e’ di non aver deluso nessuna aspettativa.

      Un ringraziamento non meno sentito e ugualmente rispettoso va a chi mi ha fornito suggerimenti e, dopo la pubblicazione, un giudizio onesto e completo sull’opera. La stima e il rispetto verso tali opinioni e’ rimasta immutata negli anni, e sono felice di poterle considerare il motivo per cui ho scelto di proseguire lungo questa strada. Scrivere non e’ una perdita di tempo o un’eccentricita’, quando si sente il bisogno di farlo. Percio’ cerco di andare avanti con il mio libro tutte le volte che posso. In qualunque condizione.

      Grazie anche a tutti coloro che hanno acquistato il libro finora, amici ed estranei, nonostante sia ancora disperso nei meandri della Rete e malgrado delle leggi restrittive e obsolete ne impediscano la distribuzione geografica promessa anni fa. Un grazie sincero e sentito, perche’ non vi siete fatti fermare dall’acquisto online e perche’ tale acquisto online non lo ha sminuito ai vostri occhi. In proposito, approfitto della parentesi per puntualizzare finalmente un dettaglio: un libro ordinato via web non vale meno di un libro acquistato il libreria – inteso come valore generico, non come qualita’. Vita di Coppia ha un suo ISBN, il codice identificativo univoco di quel libro. Se un’opera valesse meno solo perche’ e’ acquistabile online, allora non esisterebbero piu’ Amazon, BOL, Webster e la stessa Lulu.

      Infine, grazie anche a quei miei amici che ancora non lo hanno letto e neppure ne hanno chiesta copia. L’amicizia va oltre questi dettagli irrisori, ma inizio ad essere un po’ stanca di sentirmi chiedere quando uscira’ in libreria perche’ cosi’ potrete finalmente comprarlo e leggerlo [cit.]. Si tratterebbe sempre dello stesso testo: se non vale niente oggi via web, non varra’ niente neppure domani sullo scaffale, no?

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